Dove: Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce
Quando: 1° dicembre 2012 – 20 gennaio 2013
Inaugurazione: 30 novembre 2012, ore 18
A cura di Anna Lovecchio

APPROFONDIMENTO

La ricerca dell’artista messicano Jorge Méndez Blake esplora le relazioni invisibili fra letteratura e architettura, sapere e memoria, cultura e democrazia in un lento percorso che, nel tempo, va tracciando una mappatura poetica della letteratura del Novecento e delle frontiere del sapere contemporaneo. In un sottile gioco di rimandi fra Borges, Kafka, Calvino, Melville – autori del labirinto, dell’invisibile, dell’impenetrabile – Méndez Blake realizza epifanie fisiche di canoni letterari ai quali consacra monumenti temporanei, installazioni di forte impatto ambientale ed emozionale che suscitano nel visitatore reazioni di stupore e inquietudine destabilizzando certe aspettative rispetto alle fondamenta della cultura moderna.

POETRY IS IRRELEVANT è lo statement con cui Méndez Blake introduce i visitatori negli spazi espositivi del Museo. Posizionata di fianco all’ingresso principale, questa scritta al neon ferisce la facciata del prestigioso edificio neoclassico e insinua una crepa simbolica nella percezione del museo come tempio della cultura. In gesto provocatorio, il linguaggio delle insegne commerciali viene appropriato per scolpire nella luce una dichiarazione di poetica mentre la precisa scelta cromatica segnala uno stato di allerta e emergenza. È l’inizio dell’azione di corrosione delle forme costituite del sapere che l’artista persegue nelle sue installazioni.

All’interno del Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce l’artista ripropone, a breve distanza dalla presentazione nella Scala Cantoni del Palazzo Ducale di Genova, Tutti i libri di Calvino un intervento di “attivismo letterario” che coinvolge le biblioteche in quanto istituzioni pubbliche della conoscenza. Se per vocazione strutturale e funzionale, la biblioteca unifica, organizza e cataloga una quantità di sapere che riflette la storia e gli interessi della sua comunità di riferimento, l’azione di Méndez Blake non può che produrre, attraverso il prelievo simultaneo di tutte le pubblicazioni di Calvino dalle biblioteche civiche genovesi, un effetto carsico di sgretolamento dell’ordine del sapere. Attraverso il “rapimento” di Calvino dal sistema bibliotecario urbano, l’artista genera uno stato diffuso di “cecità temporanea”, un vuoto da colmare con la riflessione, la memoria e, forse, l’indifferenza.

Se Tutti i libri di Calvino sigilla il potere dell’immaginazione in una cassa semisepolta nella sabbia carica di valenze entropiche e sepolcrali, l’opera ispirata al racconto Bartleby lo scrivano di Herman Melville riflette invece sul potere “edificante” della letteratura e sulla sua capacità di resistenza. Quasi una trincea, un muro di mattoni si erge nella prima sala del Piano Zero proprio come Bartleby che “ultima colonna di un tempio in rovina, rimase ritto, muto e solitario, nel bel mezzo della stanza altrimenti deserta”. Riagganciandosi alla riflessione sui depositi del sapere, la costruzione è posizionata in maniera tale da ostruire l’accesso alla biblioteca specializzata in arte contemporanea del Museo. L’artista utilizza il muro non cementato per dare forma fisica e pregnanza visuale al sistema di costruzione della conoscenza il quale si delinea come un fragile conglomerato di relazioni, un rapporto instabile di pesi che, al tempo stesso, visualizza la potenza dell’insieme e restituisce consistenza materica al celebre “I would prefer not to” di Bartleby, emblema estremo di resistenza.

La mostra Tutti i libri di Calvino (e altre storie) si svolge in concomitanza con la personale High Gospel di Alberto Tadiello ed è realizzata in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Genova con il contributo di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura.

Jorge Méndez Blake (Guadalajara, Messico, 1974) si laurea in architettura presso la ITESO University di Guadalajara nel 1997 per poi sviluppare la sua pratica nel mondo delle arti visive. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive fra cui “Resisting the Present”, Musée d’Art Moderne, Paris, 2012, “Crisis. America Latina: Arte y confrontación (1910-2010)”, Museo del Palacio de Bellas Artes, Mexico City, 2011, “All the Poetry Books”, Museum of Latin American Art, Los Angeles, 2010, “Twenty First Century”, Queensland Art Gallery, Australia, 2010, “Where Do We Go From Here?”, Bass Museum of Art, Miami, 2009, “México: Expected/ Unexpected”, Maison Rouge, Paris, 2008, “Isla Negra’s Treasure”, Sala de Arte Público Siqueiros, Mexico City, 2005. È stato artist in residence presso A+D, LABoral Centro de Arte a Gijon (2009), Art Omi International Artist’s Residence a New York (2007), ArtLab San Servolo Artist Residence a Venezia (2006).