Dove: Museo d’arte contemporanea Villa Croce
Quando: 22 aprile – 12 giugno 2016

Inaugurazione 21 aprile ore 18.00 con performance On nature of matter di Marguerite Kahrl e Giuseppe Gavazza video a cura di Marco Mion

A cura di Ilaria Bonacossa e Marco Scotini
con Anna Lovecchio in collaborazione con PAV – Parco Arte Vivente, Torino

 

Villa Croce presenta Piccole invasioni malthusiane, la mostra personale di Marguerite Kahrl che riunisce due cicli di lavori dell’artista americana: la serie di disegni e sculture intitolata Noble Savages e una selezione di materiali relativi a Con MOI, un progetto partecipativo nato nelle palazzine dell’ex villaggio olimpico di Torino. Il giorno dell’inaugurazione avrà luogo la performance-laboratorio On nature of matter durante la quale l’artista realizzerà una scultura accompagnata dagli oggetti sonori del compositore Giuseppe Gavazza.
Da sempre impegnata sul fronte dell’attivismo politico, la ricerca artistica di Marguerite Kahrl è profondamente influenzata dai principi della permacultura, una filosofia di progettazione e gestione del paesaggio nata negli anni Settanta che mutua le modalità di resilienza, ricchezza ed equilibrio degli ecosistemi naturali per creare modelli di sviluppo sostenibili. Quest’etica di osservazione e cura del territorio si pone in radicale alternativa ai meccanismi di sfruttamento e consumo che causano eccessi, sprechi e distruzioni nel mondo contemporaneo.
Protagonisti delle “invasioni malthusiane” di Kahrl sono i Noble Savages (Nobili Selvaggi), morbidi busti di personaggi grotteschi, a metà strada fra il tenero e il mostruoso, la cui iconografia si ispira a Los Caprichos di Francisco Goya, la celebre serie di incisioni pubblicata dal pittore spagnolo nel 1799 per denunciare il declino della ragione e la corruzione dilagante alla fine dell’Illuminismo. Il titolo Noble Savages riprende l’espressione, coniata dal poeta inglese John Dryden (1631-1700), resa famosa da J.J. Rousseau (1712-1778) il quale idealizzava il “buon selvaggio” come rappresentante di una umanità che si presenta pura e nobile nello stato di natura, prima di essere contaminata dalla civiltà.
Con l’eccezione dei più recenti esemplari in bronzo, le sculture di Kahrl sono realizzate in canapa, lino e cotone, materiali di origine naturale legati al territorio e alla storia del Cavanese dove l’artista risiede dal 2002. La pianta della canapa ha svolto tradizionalmente un ruolo centrale nello sviluppo economico della zona, dov’era coltivata per produrre tessuti ma anche carta, olio, materiali da costruzione e alimenti per animali. Le peculiari qualità espressive del tessuto di canapa, grezzo al tatto ma anche morbido e resistente, infondono un’aura di domesticità e resilienza in questi piccoli pupazzi di pezza, creature ludiche e inquietanti poste su esili piedistalli che, come scrive Lucy Lippard, “illuminano le eterne contraddizioni della condizione umana”.

In mostra sono esposti anche video, materiali e sculture realizzati all’interno del progetto Con MOI, un gruppo informale composto da migranti e cittadini italiani impegnati nella creazione di una comunità solidale attraverso pratiche di condivisione di cibo, tempo, e forme di attenzione reciproca. Il gruppo prende nome dal complesso di prefabbricati eretto in occasione delle Olimpiadi di Torino sul terreno dell’ex deposito del Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso (MOI), oggi occupato da migliaia di rifugiati di diversa provenienza geografica. Grazie all’impegno di Kahrl e di altri volontari, il gruppo Con MOI affronta le criticità e il degrado di questo contesto innescando strategie relazionali che incentivano forme di scambio, recupero e condivisione di scarti e risorse materiali e culturali.

Marguerite Kahrl è nata nel 1966 a Beverly, Massachusetts (USA); dal 2002 vive e lavora a Ivrea.
Il suo lavoro è stato esposto in mostre internazionali quali Wild Energies, PAV, Torino 2016; Savages,Ningbo, Cina, 2014; Seeds of Winterslag (SOW), Manifesta 9 parallel event, Genk, 2012; Common Ground: Projects for the Lagoon, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, 2010; Opening Exhibition, Museum of Contemporary Art, Tucson (USA), 2010; Weather Report: Art and Climate Change, Boulder Museum of Contemporary Art, Boulder (USA), 2007; D-segni, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2004. Ha ricevuto il Joan Mitchell Foundation Grant per una residenza al Santa Fe Art Institute e la Sue and John Diekman Fellowship per il Djerassi Resident Artists Program.