Dove: Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce
Quando: 30 settembre 2011 – 8 gennaio 2012
Inaugurazione:: giovedì 29 settembre ore 17.30
In collaborazione con Haus der Kunst, Munich e Van Abbemuseum, Eindhoven
Concept della mostra di Stephanie Rosenthal e Eva Meyer-Hermann
Orario: martedì-venerdì 9.00/18.30; sabato e domenica 10.00/18.30;
Chiuso il lunedì
Tel.: 010 585772 – 010 580069
Fax: 010 532482

APPROFONDIMENTO

Der Klang des Südens – Un viaggio attraverso suoni, parole, musica è un progetto che il Goethe-Institut Genua, in collaborazione con la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Musica “Niccolò Paganini”, ha avviato nel gennaio 2010 con la collaborazione di due città sedi del Goethe-Institut, Barcellona e Lisbona, nell’ambito dell’iniziativa del Goethe-Institut “Un viaggio verso Sud”.

Il progetto trova quindi la sua ideale collocazione in tre città sul mare, Barcellona, Genova e Lisbona, che tradizionalmente sono state e sono tuttora la meta privilegiata del turismo dal Nord Europa e hanno quindi contribuito a definire in Germania una particolare immagine di quel “Sud” già caro al Romanticismo tedesco.

“Der Klang des Südens” consiste nella produzione di tre Hörspiele su testi originali scritti da autori tedeschi e musiche di giovani compositori con esperienza elettroacustica attivi presso il Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova, il Miso Music Portugal di Lisbona e la Escola Superior de Música de Catalunya (ESMUC) di Barcellona.

Il tema del viaggio al Sud è stato sviluppato a partire dal paesaggio sonoro delle città coinvolte, paesaggio che ha colto la loro essenza e profonda identità culturale, riproponendo i loro più peculiari ambienti sonori. La definizione che Marinetti diede della radio (“Immaginazione senza fili”) ha fornito lo spunto per un viaggio basato solo sulle suggestioni acustiche: le scrittrici coinvolte nel progetto (Judith Kuckart per Barcellona, Nora Gomringer per Genova e Juli Zeh per Lisbona) hanno infatti scritto i loro testi ispirandosi esclusivamente alle suggestioni del paesaggio sonoro che è stato loro inviato. Una volta tradotti in catalano, italiano e portoghese, i tre testi sono stati registrati da attori professionisti, le cui voci, insieme al paesaggio sonoro, hanno costituito il materiale base su cui costruire la parte musicale dell’Hörspiel. Quindi il suono che dal Sud aveva raggiunto la Germania, è ritornato sotto forma di testo per divenire nuovamente suono, musica.

L’Hörspiel creato a Genova ha preso il titolo dal testo scritto da Nora Gomringer La Lanterna. Genova speculativa.

L’autrice si è ispirata per la sua scrittura a un paesaggio sonoro che a Genova ha privilegiato i soundmarks, ovvero quei suoni che meglio caratterizzano la nostra cultura, impronte sonore del paesaggio genovese: il porto e il mare, il dialetto, le crêuze (tipiche stradine pedonali di mattoni rossi e ciottoli che attraversano, isolate da muretti a secco, la città), gli antichi artigiani (molto presenti in città e nell’entroterra), la cucina (gara internazionale di pesto), gli stretti caruggi (nobile casbah del più grande centro storico d’Europa), la musica dei cori maschili di trallalero, i particolari trasporti (funicolari e ascensori) che agevolano la salita delle ripide strade. E poiché la cultura genovese, nonostante l’evidente predominanza del mare e dei suoi traffici, è una cultura di terra, le numerose ore di registrazioni sono state “composte” seguendo il viaggio che nei secoli i genovesi hanno compiuto dal monte al mare, dal Nord al Sud. È così nato un affresco sonoro desideroso di condurre la scrittrice Nora Gomringer e gli ascoltatori finali dell’Hörspiel in un viaggio virtuale lontano dalle consuete suggestioni visive.

La realizzazione dell’Hörspiel “La Lanterna. Genova speculativa” ha visto la partecipazione di Giacomo Lepri, Irene Pacini, Michele Pizzi e Luca Serra per le musiche, di Silvia Beillard, Luca Criscuoli, Marta Gerosa e Federica Toti per la recitazione dei testi e di Ruth Heynen per la canzone in tedesco. La supervisione artistica è di Roberto Doati.

La presentazione di “Der Klang des Südens” a Genova avviene nel Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, nel cui parco sono stati creati tre percorsi sonori che il pubblico può seguire, ognuno dei quali è dedicato ad uno dei tre Hörspiele. Contemporaneamente, il Sud è protagonista anche all’interno del Museo, le cui sale ospitano una mostra con opere provenienti dalle collezioni del MACBA – Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, del Museu do Chiado – Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Lisbona e del Museo d’Arte contemporanea di Villa Croce.

La parte visuale del progetto si affianca alle fondamentali componenti musicali e letterarie non per dare “immagine” a queste, ma per declinare nel proprio campo specifico il tema del viaggio verso il Sud, creando un gioco di rimandi tra opere/spazi/musica/testi. Così nelle sale della Villa i lavori provenienti dalle collezioni dei tre musei dialogano tra loro e con i percorsi sonori, non attraverso una semplice e banale trascrizione tematica, ma cercando di innescare meccanismi evocativi più che visivi.
Giocando su vari registri, dalla riproposizione degli stereotipi classici di un Mediterraneo da cartolina e culturalmente “arretrato” alla trascrizione del ritmo musicale in ritmo e luce visuale, la selezione delle opere vuole dichiaratamente ribaltare la percezione contemporanea della nostra società dello spettacolo – l’abuso del “mondo del vedere” – per arrivare a un’immagine che si fa suono.

Le due serie di lavori scelti dalle collezioni del MACBA di Barcellona, gli ironici ritagli d’archivio di Rabascall degli anni ’70 e le immagini della città in completa trasformazione di Laguillo, compongono un quadro d’insieme che rimanda ad una cultura antica fatta di riti sacri e profani a cui è stata impressa, negli ultimi decenni, un’accelerazione impressionante, mentre le opere del Museu do Chiado di Lisbona, prevalentemente tele datate tra 1923 e 1957, riconducono all’immaginario tradizionale di un paese aspro fatto di bagliori accecanti e strette case di muri terrosi arroccate sul mare, di solitudine e isolamento come nella stampa fotografica di Adelino Lyon de Castro.

Selezionate dalle collezioni del Museo di Villa Croce, un gruppo di opere, da Melotti a Chiari – insistono sulla corrispondenza tra musicalità – sonore e visive – mentre altre traducono i luoghi fisici del paesaggio ligure in emozionalità in cui, come nelle tele di Menegon, la poesia è ancora componente essenziale.

“LA LANTERNA”

Hörspiel “La Lanterna. Genova speculativa”

Testo: Nora Gomringer
Musica: Giacomo Lepri, Irene Pacini, Michele Pizzi, Luca Serra
Attori: Silvia Beillard (Lei), Luca Criscuoli (Henry), Marta Gerosa (Henny), Federica Toti (Henny), Ruth Heynen (voce tedesca)
Supervisore artistico: Roberto Doati

Una produzione Goethe-Institut Genua e Conservatorio di Musica “Niccolò Paganini” (Scuola di Musica Elettronica), nell’ambito del progetto “Der Klang des Südens” coordinato da Roberta Canu, direttore del Goethe-Institut Genua

Note biografiche sugli autori

Nora Gomringer (Neunkirchen/Saar, 1980). Poetessa e performer, è una delle maggiori esponenti della “Slam Poetry” di lingua tedesca. Dopo aver studiato sia in Germania sia negli Stati Uniti, si è laureata in Anglistica, Germanistica e Storia dell’Arte all’Università di Bamberga. Dal 2000 a oggi ha pubblicato numerose raccolte di poesie (tra queste: Gedichte, Sag doch mal was zur Nacht, Klimaforschung, Nachrichten aus der Luft), spesso accompagnate da audio-CD e tradotte in più lingue. Altrettanto numerose sono le sue pubblicazioni in raccolte antologiche e in libri per le scuole e frequenti sono i suoi interventi su alcuni quotidiani quali la Neue Zürcher Zeitung. Dal 2001 ha ideato e dirige il “Bamberger Poetry Slam” e dall’aprile del 2010 è alla direzione della prestigiosa Residenza Internazionale per Artisti “Villa Concordia” a Bamberga. Ha partecipato a festival di poesia in tutto il mondo e dal 2003 a oggi la sua opera ha ottenuto con cadenza annuale importanti premi internazionali, ultimo, nel 2011, l’ambitissimo “Jacob-Grimm-Preis Deutsche Sprache”, assegnato ad autori che abbiano esemplarmente contribuito all’evoluzione creativa della lingua tedesca.

Giacomo Lepri (Genova, 1988). Si avvicina al mondo della musica all’età di undici anni iniziando a studiare privatamente il pianoforte. In pochi anni matura una passione per la cultura musicale afroamericana e inizia a studiare Jazz con Fabio Vernizzi e Fausto Ferraiuolo. Lo studio del pianoforte e della musica “nera” lo portano inoltre ad approfondire gli strumenti percussivi tipici della tradizione afrocubana e brasiliana. Sin dall’adolescenza è attivo musicalmente esibendosi, con diverse formazioni, nei contesti più disparati in tutta Italia. Nel 2005 inizia a interessarsi alle tecnologie elettroniche e informatiche applicate in campo musicale. Nel 2007 si iscrive alla Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio “Niccolò Paganini” diretta da Roberto Doati. In questi anni di studi si interessa al mondo dell’arte contemporanea iniziando a comporre opere presentate in diverse mostre e manifestazioni musicali.

Irene Pacini (Genova, 1978). Nel 1999 si diploma in Pianoforte al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma sotto la guida di Giuseppe Scotese. Inizia lo studio della Composizione sotto la guida di Riccardo Dapelo e in seguito approfondisce l’esperienza e l’uso delle tecnologie elettroniche. L’intento creativo si sviluppa anche in ambito visivo attraverso la video arte. Attualmente è iscritta al terzo anno della Scuola di Musica Elettronica presso il Conservatorio “Niccolò Paganini”. Sue composizioni sono: Aforismi Musicali (2006) 44 brevi flash musicali (per pianoforte e voce recitante), 7 Brevi Pezzi per pianoforte a quattro mani (2007), Doppi Giochi (2006-2008) partiture grafico-musicali per strumenti solisti, in piccole formazioni da camera e voci, Spirito 1 (2008) per sette campane tibetane, Sospirale (2009) installazione sonora, So Long Ago (2009) installazione videomusicale.

Michele Pizzi (Genova, 1988). Iscritto al Conservatorio “Niccolò Paganini” (Trombone e Musica Elettronica), è attivo come strumentista con diverse formazioni di insieme in attività concertistiche e ha preso parte alla realizzazione di alcune presentazioni di musica elettroacustica tra le quali lo spettacolo Voci elettriche in omaggio al futurismo nel giugno 2009. Nel gennaio 2010 ha tenuto la conferenza-concerto La musica elettronica con il patrocinio del Conservatorio e del Comune di Santa Margherita Ligure presso l’associazione culturale Spazio Aperto, proponendo anche proprie composizioni elettroacustiche.

Luca Serra (Maracalagonis/Cagliari, 1981). Dal 2001 al 2006 vive a Milano, dove segue un breve corso di tecnico del suono, che accresce il suo interesse nei confronti degli strumenti elettronici. Attualmente è iscritto al terzo anno della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio “Niccolò Paganini”. Ha partecipato a diverse manifestazioni: nel 2009 alla Biennale Anterem di Poesia, con l’opera Polvere per dispositivo elettronico e video, e a concerti a Verona, Trento e Riva del Garda; nel 2010, in occasione della quinta edizione de “La Terra Fertile” svoltasi a Sassari, presenta un lavoro di analisi sui principi compositivi dell’opera elettronica Transicion I di Mauricio Kagel.

Roberto Doati (Genova, 1953). Ha studiato musica elettronica con Albert Mayr presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, dove ha modo di avvicinarsi all’uso del computer grazie all’insegnamento di Pietro Grossi presso la Divisione Musicologica del CNUCE di Pisa. Nel 1979 si trasferisce a Venezia dove porta a termine gli studi con Alvise Vidolin presso il Conservatorio “Benedetto Marcello”. Nello stesso anno inizia la sua attività di compositore e ricercatore presso il Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova dove tiene diversi seminari. Dal 1983 al 1993 collabora con il Settore Musica (in particolare con Mario Messinis) e il Laboratorio di Informatica Musicale della Biennale di Venezia (L.I.M.B.), diretto da Alvise Vidolin. Dal 2005 è docente di Musica Elettronica presso il Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova. Le sue opere gli hanno valso riconoscimenti internazionali fra cui ricordiamo le commissioni de La Biennale di Venezia 1995 (L’olio con cui si condiscono le parole, opera per voce ed elettronica) e 2005 (Un avatar del diavolo, teatro musicale).