Dove: Museo d’arte contemporanea Villa Croce

Quando: dal 17 luglio al 2 agosto 2015

A cura di Antonio d’Avossa
progetto espositivo e installazioni di Mauro Panichella e Antonello Ruggieri

 

Coreografia di Piera Pavanello
Musiche di Massimo Pastorelli
Progetto – corpo: ENZ danzateatro sociopoetico
Danzatrici: Claudia D’Occhio, Sara Due Torri e Roberta Messa
Musicisti: Elisabetta Comotto, flauto; Fabio De Rosa, flauto; Renzo Luise, chitarra elettrica

Dalla collaborazione di Mauro Panichella, interessato al rapporto tra natura e tecnologia e Antonello Ruggieri, il cui lavoro riflette sulla visione della realtà attraverso simbologie archetipiche, nasce l’idea di far incontrare l’arte visiva, la danza e la musica nell’ambito di un unico tema: l’immagine del serpente. Un progetto che vede la prima tappa nel museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova dal 17 luglio al 2 agosto 2015.

Panichella e Ruggieri trasformano le due sale al piano terra del museo in un luogo filosofico, in cui pittura, scultura, video e fotografia convivono in un’installazione multimediale. In questo spazio, caratterizzato da immagini che sembrano arrivare da una lontana regione della mente e che, invece, sono forme tangibili, prende vita un dialogo inedito tra musicisti, danzatrici ed artisti, arricchito e sviluppato grazie alla collaborazione attiva della coreografa e danzatrice Piera Pavanello e del compositore Massimo Pastorelli. La “conversazione”, cui fanno riferimento gli autori nel titolo della mostra, è centrata solo apparentemente sulla figura del serpente; è infatti l’interesse comune verso i simboli universali, ai quali tale figura naturale rimanda, a catalizzare le energie. Simboli che passano di mano in mano, di bocca in bocca, per prendere ora la forma di una nota emessa da un flauto, ora di un passo di danza, ora del suono inconfondibile della chitarra elettrica.

L’elemento “dinamico”, rappresentato in questo caso da danza e musica, è insito nella simbologia stessa del serpente; essa, infatti, è associata alla ciclicità e quindi al movimento in senso lato.

Riunito intorno ad un argomento ricco di sfaccettature, profondità e riferimenti a culture tradizionali, geograficamente distanti tra loro ma singolarmente in sintonia sotto l’aspetto simbolico, il gruppo esprime punti di vista diversi. Il risultato caleidoscopico, formato da immagini, suoni e movimenti, sarà apprezzabile nel suo insieme il giorno dell’inaugurazione, in occasione della prima esecuzione della performance.

Vedere – Muoversi – Ascoltare

L’unione tra terra e cielo, l’orientamento dello spazio sacro sui punti cardinali, la spirale come cammino, l’aspetto illusorio della realtà, la rinascita, l’evoluzione spirituale sono alcuni dei temi affrontati nella realizzazione di questa mostra che diventa un vero luogo di incontro delle arti. Sono forme simboliche che ogni epoca e cultura ha visto manifestarsi, anche in modo imprevedibile, nei vari aspetti del serpente. Un animale tanto semplice nella sua forma lineare quanto complesso e misterioso se lo si osserva con sguardo poetico.

L’idea di lavorare su temi universali, attraverso la contemplazione del simbolo, nasce dal comune interesse dei due artisti verso la natura, vista come riflesso della realtà soprannaturale. Tale relazione aperta e appassionata tra loro e il fertile scambio di visioni hanno attirato ben presto l’attenzione di altre figure dialoganti, sostenitori istituzionali e non.

Gli artisti tutti desiderano ringraziare UnimediaModern Contemporary Art nella persona di Caterina Gualco, che per prima ha sostenuto il progetto e il curatore della mostra Antonio d’Avossa. Un grande ringraziamento va alla direttrice artistica del museo di Villa Croce, Ilaria Bonacossa per la sua attenzione e la fiducia dimostrata facendosi parte attiva nel proporre tempi e suggerimenti.

Un ultimo sentito ringraziamento va al conservatore del Museo di scultura medievale di Sant‘Agostino Adelmo Taddei, che ha ospitato gli incontri e le prove del gruppo di artisti.

La realizzazione di alcune opere presenti in mostra è stata possibile grazie al contributo e alla consulenza tecnica di the Photographers’ room, sas di M. Comoglio e L. Orlando, Milano e Nuova Neon Finetti, snc, Genova.