Azione di Nuvola Ravera all’interno della mostra “Vita, morte, miracoli. L’arte della longevità” a cura di Carlo Antonelli e Anna Daneri

 

I pensieri infantili sono sottili.
A volte sono così affilati da penetrare nei territori più impervi arrivando a cogliere,
in un istante l’essenza di cose e relazioni.
Ma sono fragili e volatili, si perdono già nel loro farsi e non tornano mai indietro.
Così alla maggior parte delle bambine e dei bambini non è concesso il diritto di riconoscere la qualità dei propri pensieri e rendersi conto della loro profondità.
A molti non è concesso neppure di arrivare ad esprimerli,
perché un pensiero che non trova ascolto difficilmente prende forma e respiro.
Una moltitudine innumerevole di associazioni, intuizioni,
connessioni e vere e proprie folgorazioni infantili restano dunque nascoste sotto terra, scavando un labirinto di canali che non arriveranno mai alla luce del sole,
perché privati della dignità che nasce dal credere nella propria capacità di pensiero.

Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande: cronaca di un’avventura pedagogica,
Sellerio, Palermo 2014, p. 11

Durante il primo week-end di primavera si svolgerà all’interno delle sale espositive del piano nobile del Museo di Villa Croce un’azione corale in cui un gruppo di performer non professionisti sarà impegnato nell’atto di “cancellare” le superfici del museo. La performance della giovane artista genovese Nuvola Ravera, presente con il suo lavoro all’interno della mostra Vita, morte, miracoli. L’arte della longevità, è un’azione che intende intervenire sulla muta invisibile che riveste il museo: la pelle del tempo.

Le persone, invitate dall’artista, dovranno quindi cancellare l’intera superficie parietale delle sale utilizzando le gomme Pelikan attualmente installate negli spazi del museo. Le pareti, lentamente “spellate” dall’accumulo degli strati della storia, assumeranno l’aspetto di una sezione archeologica nella quale sarà possibile leggere simbolicamente il passato e la biografia del luogo portandoci così a riflettere sulla durata e sul senso di un contenitore museale. Nuvola Ravera accompagnerà i suoi performer e il pubblico all’interno di una vera e propria azione terapeutica senza dover esplicitamente indicare chi stia curando chi e quale sia la reale patologia da guarire. L’importanza del gesto che come un mantra si susseguirà nelle tre giornate di lavoro metterà in luce l’importanza di questo effimero e semplice movimento che, condiviso, e perseguito con disciplina ha il potere di trasformarsi in un’azione collettiva dalla forte valenza sociale e politica. Osservando anche i segnali di disequilibrio e il periodo di inedita stramberia che sta attraversando Villa Croce in questi ultimi mesi il lavoro proposto da Nuvola Ravera può essere considerato a tutti gli effetti un gesto critico e di buon auspicio per il nuovo percorso del museo oltre che un rito di passaggio.
A questo gesto di trasformazione delle superfici si accompagnerà quello di trattenimento del materiale residuale prodotto dalle gomme.
I residui, come tracce di memoria e reperti di uno scavo archeologico, verranno conservati per compiere l’ultimo atto di trasformazione e chiusura del ciclo: la creazione di una nuova gomma – scultura.
Con Una storia dentro una storia dentro una storia – Peeling, Nuvola Ravera suggerisce allo spettatore un nuovo punto di riflessione legato all’idea di patrimonio artistico e storico nella contemporaneità, soggetto a continui momenti di riconfigurazione e stallo. Con la sua azione l’artista porta quindi in campo anche la discussione sul conflitto tra dispersione e custodia/preservazione di un bene e il suo stesso significato che, dalla legge 310 del 26 aprile 1964, diventa immateriale come sola “testimonianza avente valore di civiltà”.
Parte fondamentale nella costruzione del progetto è stata la preparazione e l’invio di una busta contenente una lettera di invito e un piccolo presente – una gomma di colore verde – destinato a un nucleo scelto di addetti al settore, con l’obiettivo di informarli dello stato del museo e invitandoli a prendervi parte.