CONFERENZA E DIBATTITO

Venerdì 25 Novembre 2016

Dalle ore 17:00 alle ore 19:00

A 45 anni dalla formulazione della Filoplastica si tratta di porre le basi di una prima e complessiva indagine critica come presupposto per una storicizzazione della proposta artistica di Marco Almaviva.

PARTECIPANTI:

Introduzione di Franco Savelli, collezionista e docente presso il DIFAR dell’Università di Genova.
Prof. Paolo Bensi, Dipartimento si Scienze per l’Architettura Università di Genova.
Sandro Ricaldone, Critico e storico di Arte Contemporanea.
Claudio Paolocci, Prefetto della biblioteca Franzoniana di Genova.

Marco Almaviva

L’operato artistico di Marco Almaviva (Novi Ligure, 1934) consiste essenzialmente nel contributo originale di nuove forme di espressione pittorica, la Tonaltimbrica e la Filoplastica, fondate su una radicalità: ogni tentativo di affrontare il discorso sull’arte, nei termini consueti, si dimostra inadeguato, se non del tutto fuorviante.
Alla base di ogni progettualità artistica di Almaviva, come di ogni indagine sul significato stesso dell’esistente, permane un nucleo irresolubile di violenza, che permea ogni ambito della sfera naturale, nella quale si radica la nostra stessa esistenza. Di fronte all’inestinguibile lotta per l’esistenza, le questioni relative alla contrapposizione tra avanguardia o tradizione, astratto o figurativo, appaiono di secondaria importanza. Per Almaviva, la violenza resta la conditio sine qua non necessaria ad ogni essere per conservare la propria esistenza.
In tale contesto, la pittura assume la funzione prioritaria di testimone di una condizione dell’esistente il cui significato non sembra poter essere chiarito in modo soddisfacente dal sapere positivo. La traduzione formale, in senso pittorico, di questa visione del mondo, nesce nel 1967 con la Tonaltimbrica.