Edizione 2013 Genova maXter program – After the Future

4 — 25 luglio 2013

Devo resistere semplicemente perché non posso sapere cosa succederà dopo il futuro, e devo difendere la consapevolezza e la sensibilità verso la solidarietà sociale, l’empatia tra esseri umani, l’attività gratuita, la libertà, l’eguaglianza e la fraternità. Per ogni evenienza, giusto? Soltanto perché non sappiamo cosa succederà dopo… Franco Berardi “Bifo”

Genova maXter Program è un master innovativo indirizzato a giovani artisti italiani e internazionali. Attivato dal Museo di arte contemporanea Villa Croce, Genova maXter Program intende misurarsi sul ruolo stesso dell’istituzione museale nella costruzione di un pensiero critico. Il programma intende costruire percorsi di sperimentazione artistica trasversali, attraverso uno scambio orizzontale e aperto tra artisti emergenti (gli artisti/tutor) e artisti che hanno da poco terminato gli studi (i partecipanti). Nel corso del maXter, gli artisti useranno Villa Croce come “hub”: punto di incontro e scambio per sviluppare percorsi di ricerca specifici in relazione all’idea di “scuola temporanea”, alla funzione di un museo d’arte contemporanea e alla città in cui opera.

Genova maXter Program avrà luogo dal 4 al 25 luglio 2013. Nelle tre settimane i 15 partecipanti si confronteranno con due workshop intensivi condotti dall’artista Giorgio Andreotta Calò (6-15 luglio) e il collettivo Åbäke (16-25 luglio). Il gruppo di lavoro sarà costituito anche dai curatori del Genova maXter Program e allargato a relatori esterni invitati.

Gli artisti partecipanti sono stati segnalati da una selezione di università, accademie e scuole d’arte italiane ed europee in risposta ad un bando a chiamata. La giuria composta da Ilaria Bonacossa direttrice artistica del Museo di Villa Croce, dalle curatrici del progetto Anna Daneri e Ilaria Gianni e dai visiting tutor Giorgio Andreotta Calò e Åbäke ha individuato i seguenti artisti:Maxime Bichon (École Nationale Supérieure d’Arts de Paris-Cergy); Vincent Céraudo (Villa Arson, Nice); Gaëlle Choisne (École Nationale Supérieure des Beaux-arts de Lyon); Paul Guian (Pavillon Bosio, Monaco); Gloria Maso (École Nationale Supérieure d’Arts de Paris-Cergy); Pierre Michelon (Villa Arson, Nice); Francesco Pedrini (Accademia Carrara di Belle Arti, Genova); Nuvola Ravera (Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova); Iris Rochet-Lanchet (École Nationale Supérieure des Beaux-arts de Lyon); Elisa Strinna (IUAV, Venezia); Suite-case (Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova); Serena Vestrucci (IUAV, Venezia)

I workshop

6 — 15 luglio Giorgio Andreotta Calò condurrà i partecipanti lungo un viaggio a piedi da Genova a Ventimiglia. Per dieci giorni gli artisti percorreranno lentamente il tragitto che li condurrà al confine con la Francia, costruendo un percorso fatto di relazioni, scambi e confronti.

16 — 25 luglio A partire dalla visione di “La mia cena con André” di Louis Malle, in cui due uomini, in un ristorante, raccontano ciò che è avvenuto negli ultimi cinque anni delle loro rispettive vite, gli Åbäke riflettono sull’idea di narratore inaffidabile. Cosa ci dice che ciò che ci raccontano i due uomini (e il regista) sia reale? Si parte così dal racconto stesso, dalla storia narrata. Il film diventa documentazione di un’azione collettiva. Gli Åbäke intendono riflettere sul presente di un futuro già scritto e su come questi tempi e le modalità di azioni percorse insieme possano essere attivate, successivamente, in maniera parassitaria nelle diverse città di provenienza dei partecipanti.

I tutor

Giorgio Andreotta Calò

Nato a Venezia nel 1979. Vive e lavora tra Amsterdam e Venezia. La trasformazione, l’attraversamento e la processualità sono alcuni temi, guide concettuali e visive, che caratterizzano la ricerca di Giorgio Andreotta Calò e che l’artista trasla in un ampio registro di visioni, costellate da gesti, azioni, sculture e situazioni ambientali. Le sue opere sono sempre il risultato di una lunga riflessione segnata da una lenta ricerca di mezzi e di materiali espressivi tra loro molto diversi. Per certi versi è significativo pensare al lavoro di Calò in relazione alla dimensione artistica critica lanciata dalle esperienze concettuali e processuali degli anni Sessanta e Settanta. È possibile, infatti, rintracciare una forte consonanza con il campo di indagine percorso da alcuni artisti che hanno saputo considerare il lavoro della natura e il lavoro della scultura come polarità materiali e temporali indistinguibili. Di fatto, l’uomo è natura e, come essa, crea distruggendo e non edificando di continuo la realtà. È importante mettere in luce l’acuta abilità con la quale l’artista ha saputo cogliere un insegnamento fondamentale di queste pratiche, anche partendo da sentieri già percorsi: fare eticamente il proprio métier e dare a esso un valore ancora umano. Dalla ricerca e dai lavori di Calò, infatti, ciò che sembra emergere con forza specifica è l’importanza di riaffermare anche la dignità e l’autonomia di un gesto umile, ma capace di inscriversi nella logica stessa dell’opera (e del quotidiano), per innescare una serie di relazioni che possono irradiare la nostra immaginazione e “irrompere nel nostro mondo per spingerci oltre”. Un’oltre in cui è possibile generare domande per poter riaffermare l’importanza di questioni vitali per la persona; dal bisogno fisico di rallentare, differire e ritardare, fino alla necessità poetica di ritornare e ritrovare la potenzadell’immaginario. (Mara Ambrozic)

Åbäke

Fondato nel 2000, Åbäke è un collettivo internazionale di artisti e designer con sede a Londra, conosciuto per la progettazione insolita e di avanguardia applicata all’arte, al design, alla moda, alla ricerca e alla musica. I fondatori Patrick Lacey (Galles), Benjamin Reichen (Francia), Kajsa Ståhl (Svezia) e Maki Suzuki (Francia), collaborano da quando si sono laureati nel al Royal College of Art di Londra. Il lavoro

di Åbäke si concentra prevalentemente sugli aspetti sociali di un progetto e il valore aggiunto creato dalla coniugazione di forze per realizzarlo. Centrali nella pratica del gruppo sono la sua natura collaborativa e l’approccio interdisciplinare, che gioca sul confine tra diversi ambiti, sottolineando il potenziale dell’interstizialità. I loro progetti includono poster, copertine di CD e dischi, mobili e installazioni per gallerie d’arte e spazi pubblici; ed “eventi” di danza, film, cucina, e momenti conviviali. Lavorano anche come pittori, fotografi, musicisti, designer di mobili, curatori, stilisti, DJ e relatori. Åbäke ha una sua rivista ‘Sexymachinery’, una casa di produzione di moda e discografica ‘Kitsuné’, e una propria struttura editoriale ‘Dent-De-Leone’.

Appuntamenti aperti al pubblico

4 luglio ore 12:00 Conferenza stampa in Regione

4 luglio ore 17:30 Conferenza Giorgio Andreotta Calò Museo d’arte contemporanea Villa Croce

5 luglio ore 17:30 Conferenza Franco Berardo “Bifo” Museo d’arte contemporanea Villa Croce

16 luglio ore 17:30 Conferenza Åbäke Museo d’arte contemporanea Villa Croce

25 luglio ore 19:30 Open maXter Museo d’arte contemporanea Villa Croce