Dove: museo arte contemporanea Villa Croce

Quando: domenica 4 dicembre ore 17.30
Ingresso: 10 euro (brindisi+mostra+performance)

 

Un progetto di Stefano Guarnieri e Matteo Manzitti

Nel 1972 Mauricio Kagel scriveva “Exotica”, una partitura visionaria in cui sei musicisti dovevano relazionarsi, improvvisare e performare con degli strumenti musicali rigorosamente “non europei”. La partitura aveva lo scopo di indagare il concetto di “esotismo” non solo a livello musicale ma in senso lato: i musicisti avrebbero dovuto esplorare e valicare quei confini di “presentabilita”’ e formalità tipiche della musica d’arte europea. Kagel scrisse questo brano nel 1972, in un mondo che non aveva ancora minimamente conosciuto l’immigrazione di massa, che non aveva ancora avuto la rivoluzione informatica e le sue infinite conseguenze, dall’avvento dell’era digitale a Internet, un mondo lontano insomma da quel complesso processo che prende il nome di “globalizzazione”. Per queste ragioni oggi non è possibile fare finta che il concetto di “esotico” non possa e non debba essere affrontato sotto una nuova luce. Ed è quello che si intende realizzare con questa performance, dove l’incontro non sarà solo tra musicisti europei e strumenti non europei, ma tra persone appartenenti a diverse culture, perché ora ‘l’altro’ è presente stabilmente e “in carne e ossa” nel nostro territorio. Questo incontro sarà soprattutto tra due gruppi musicali appartenenti a generi diversissimi, ma entrambi operanti, appunto, nella stessa citta’(Genova): L’Eutopia Ensemble e La Banda di Caricamento. Un’ensemble di musicisti classici specializzati in musica contemporanea e un gruppo di “world music” composto prevalentemente da musicisti provenienti da nazioni non europee. La partitura di Kagel rimane lo scheletro, la base, e la nuova partitura riprende esplicitamente diversi passaggi oltre alla straordinaria e innovativa impostazione grafica. Ma l’interazione tra musicisti diversi genererà trame inaspettate e accattivanti. La mostra dedicata ad Aldo Mondino ora al Museo di Villa Croce di Genova costituisce inoltre il “teatro” giusto per questa performance, non solo per l’interesse che le culture “altre” hanno sempre suscitato nell’artista torinese, ma anche per il tratto ironico e irriverente che anche in questo lo collega a Mauricio Kagel: una composizione di caratteri ed espressioni talmente affine da farci pensare ad un doppio omaggio.