Dove: Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce

Quando: mercoledì 26 novembre ore 17:30

 

Villa Croce nell’ambito del Genova Art Maxter 2014 presenta

Beyond Environment

Intervengono Brunetto de Batté, Gianni Pettena, Emanuele Piccardo, Amit Wolf

Beyond Environment è un progetto di Emanuele Piccardo e Amit Wolf sull’architetto italiano Gianni Pettena che, durante i suoi viaggi in America nei primi Anni Settanta, produce una serie di environments in una ideale collaborazione con Allan Kaprow, Robert Smithson e Gordon Matta-Clark. Il progetto comprende una mostra alla Lace Gallery di Los Angeles nel settembre 2014, un libro pubblicato da Actar, entrambi sostenuti dalla Graham Foundation e dalla Woodbury University.
Beyond Environment esplora le ricerche dell’artista e architetto Gianni Pettena nel definire e andare oltre il concetto di “environment”. L’environment, inteso nell’ambito dell’arte come come spazio performativo oltre la pittura, per i “superarchitetti” radicali italiani coincide con lo spazio urbano politico della piazza e con lo spazio privato ad uso pubblico del piper/discoteca. La ricerca indaga i diversi significati di environment, tra Italia e America, tra arte e architettura nel decennio Sessanta-Settanta. Pettena agisce in entrambe le situazioni. In Italia l’artista altoatesino, formatosi più nelle gallerie d’arte (Sperone e L’Attico) che nella Facoltà di Architettura, dialoga con i suoi “compagni” superarchitetti: il gruppo UFO e Ugo La Pietra. Mentre in America i suoi dialoghi sono ideali, con Kaprow e Matta-Clark, concreti con Robert Smithson durante la residenza di Pettena a Salt Lake City, invitato dall’Università dello Utah nel 1972.
Beyond Environment confronta i differenti contesti, italiani e nordamericani, dove si sviluppano le sperimentazioni della “Superarchitettura” (o Architettura Radicale) e della Land Art e dell’Happening. In Italia, i superarchitetti agiscono nel clima della contestazione studentesca dal ’63 al ’68 e “occupano” le piazze per esprimere, attraverso l’Happening e le performance, le proprie teorie. In parallelo alla piazza si sviluppa, in Italia, l’environment audio/visivo, detto anche “spazio di coinvolgimento” sensoriale: la discoteca (nota anche come piper). In America, invece, il contesto artistico,consente un atteggiamento più autonomo. L’environment, teorizzato da Kaprow, è un ambiente fisico costruito in una galleria, che si espande sempre più verso l’esterno, per comprendere siti e contesti ambientali, avvicinandosi ai landartisti, tra i quali Smithson.
Nel 1971, Pettena inizia la sua avventura americana a Minneapolis, si lascia alle spalle il  background politico-culturale del ’68 e, pur rimanendo in ambito urbano, porta la natura in città, come dimostrano le Ice House I e II. Con questi due progetti stabilisce un dialogo, con Fluids di Kaprow, un volume di ghiaccio realizzato a Pasadena nel ’67 e con Smithson che aveva conosciuto a Roma durante Asphalt Rundown. L’uso di un elemento immateriale come l’acqua che si fa materiale, trasformandosi in ghiaccio, quindi in elemento tridimensionale, è una caratteristica del Pettena americano. Evidente anche nel progetto della Clay House (realizzato a Salt Lake City nel 1972), una casa della middle-class in legno rivestita di creta del luogo, per annullarne il linguaggio originario e configurarne uno nuovo.
Info: www.beyond-environment.com

 

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